Storia della sezione


PREMESSA

Settantacinque anni di vita già nell’esistenza di un uomo costituiscono un traguardo apprezzabile col quale normalmente s’identificano la piena maturità ed una consolidata esperienza.Quando a raggiungere questa meta sono gruppi omogenei, sodalizi o associazioni l’avvenimento assume un significato particolare ed una rilevanza non comune. Una sezione di arbitri di calcio operante in una città quale Salerno, ricca di tradizioni ma non priva di problemi e di contraddizioni, la circostanza si tinge inevitabilmènte di colori tenui e sfumata.In un momento storico delicatissimo, in cui sembrano seriamente compromessi gli elementari principi della convivenza e’ della tolleranza, un gruppo di romantici non soltanto regge all’usura dell’imperante pragmatismo ma aumenta di proseliti grazie ai consensi di quella parte ancora sana della nostra gioventù, lontana dalle tentazioni della droga e del terrorismo.La sezione A.I.A. – Settore Arbitrale di Salerno, dedicata a Sabato Memoli, un giovane collega perito nella tragica alluvione del 1954, nel dare dignitoso rilievo alla ricorrenza, ringrazia quanti seguono con rispetto e serena valutazionel’impiego dell’arbitro di calcio ed auspica allo sport ed alla società tutta le migliori fortune.

LA STORIA

Anche a Salerno, come nel resto del territorio nazionale, la dittatura fascista si sforzava di dar,e segni manifesti della sua presunta grandezza e del suo solerte attivismo.A dieci anni dalla marcia su Roma la città si stava dando alcuni edifici solenni dalle linee architettoniche di fumoso taglio imperiale.Nel quadro del complesso disegno organizzativo di coinvolgimento dei singoli in gruppi ed aggregazioni di supporto all’azione del regime fiorivano le attività di tempo libero per i giovani.L’educazione fisica e la pratica sportiva, presupponendo esercizio continuo ed impiego rigoroso, venivano opportunamente incentivate; cominciava a contagiare la febbre del calcio la cui rappresentativa nazionale, affidata alla sapiente regia di Vittorio Pozzo, mieteva successi lusinghieri e volava verso l’alloro mondiale.Nel mentre proliferavano i clubs impegnati in attività agonistica maturava anche l’esigenza di avere giudici di gara opportunamente qualificati a dare regolarità ai campionati.Uno sparuto nucleo di arbitri (Lo Storto, Cantarella, Napoli e pochi altri) decise, così, di organizzarsi un gruppo sezionale.Il passaggio fu obbligato come nel. resto del territorio nazionale: dalla U.L.I.C.(Unione Libera Italiana Calciatori) alla Sezione Propaganda e quindi, al, C.I.T.A. (Comitato Italiano Tecnico Arbitrale).I primi incontri, nel contesto di un’indiretta e non sempre chiara azione di sostegno e di collateralismo al regime, avvenivano a Palazzo Santoro, presso la sede della Federazione Provinciale Fascista. Si avvicendarono le presidenzeLo Storto – Cantarella fino alla tragedia del conflitto bellico che -tra lutti e rovine inenarrabili -distrusse anche ogni traccia della vita sezionale.

DOPO LA GUERRA SI RIPRENDE

La nostra città, infatti, fu al centro di avvenimenti di rilevante portata storica: dallo sbarco delle truppe americane del generale Clark al rientro di Badoglio da Brindisi ed alla nascita del Primo governo di liberazione nazionale.Il 25 aprile 1945 apportò un soffio rigeneratore in tutti i settori; non è un caso che proprio nel maggio dello stesso anno un consistente nucleo di giovani, carichi di tensione verso i conquistati valori della libertà e della democrazia, entrò a far parte della famiglia arbitrale salernitana. Tra questi il carissimo Giro Pellecchia alla cui intelligente opera di segretario – redattore dei verbali dei più significativiavvenimenti sezionali molto si deve per una ricostruzione fedele della vita e dell’attività del gruppo nel periodo del dopoguerra.Sotto la presidenza del collega Franco Bertini si cominciarono ad approfondire le finalità e le linee costitutive della risorta Associazione Italiana Arbitri tracciate dalla famosa circolare N. 1 del 2-9-1946 a firma dell’indimenticabile presidente nazionale avv. Giovanni Mauro.Le riunioni ora avvengono presso la sede provinciale: dell’Enal in pieno centro storico (Via Roma 254).Gli iscritti partecipano responsabilmente alla vita sezionale, caricandosi anche degli immancabili oneri finanziari; (quota mensile pro -capite lire 201).Essi, con grande sen- ; so di responsabilità, non attecchiscono – nell’assembleadel 9/1/1947 – ad una strumentale crociata meridionalistica, finalizzata ad assicurare l’ingresso presso la Commissione Arbitri Nazionale di un rappresentante del sud. È il primo, emblematico segno di maturità che accompagnerà le scelte importanti della sezione di Salerno fino ainostri giorni.Non manca la dialettica democratica tra i soci, stimolati dal sistema elettivo diretto degli organi sezionali.Dopo una brevissima presidenza Napoli, la sezione trova un temporaneo assetto nella persona di Lo Storto (12-4-1947) e, quindi, di Cantarella designato già commissario straordinario nel luglio 1949.Itinerante la sede delle riunioni a causa delle oggettive difficoltà economiche: dai locali dell’Eca di Via Fusandola alla scuola “Trani” (1’8/8/1949è gradito ospite il presidente nazionale f.f., dr. Romolo Ronzio), dalla sede del Conidi Via Roma a piazza S. Francesco.La gestione Cantarella si consolida mentre emergono”dal punto di vista qualitativo, le prime importanti soddisfazioni. È l’epoca in cui l’impiego animativo dei soci risente dell’influenza esuberante e pittoresca di Angelo Mignone,personaggio indubbiamente unico nell’universo arbitrale italiano.
Emergono a livello nazionale De Angelis, Mazzillo, Stanzione, De Robbio (emigrato, poi, nella natia Torre Annunziata ed ora definitivamente approdato in terra salernitana), Florimonte, Camillo D’Auria. Il numero dei soci crescein misura consistente mentre matura l’esigenza di dare agli arbitri residenti nella parte meridionale della provincia una struttura autonoma che faciliti il momento aggregativo e tecnico.Grazie all’appassionata opera di don Ciccio Mango, recentemente scomparso, Battipaglia ospita prima (1952) una sottosezione e, quindi, una sezione dell’A.LA.L’intuizione doveva risultare molto felice se si considera che in tempi successivi Battipaglia avrebbe generato altre due sezioni (Agropoli e Sala Consilina).Dalla stagione 1957/58 viene istituito un premio sezionale per l’arbitro locale che ha meglio soddisfatto le attese dei dirigenti: risultano destinatari di medaglia d’oro, nell’ordine. Eugenio Stanzione, Camillo D’Auria, Ivo Bassani e SergioD’Auria. Il 12ottobre 1958 la sezione di Salerno ospita il raduno regionaledegli arbitri; è un avvenimento che, molto ben riuscito sul piano organizzativo e tecnico, offre un test significativo delle capacità promozionali dei responsabili della vita sezionale.Si è sempre itineranti come sede: dai locali della F.LP. si passa a quelli del vecchio Vestuti e del Circolo “L. Bovio” in via Mercanti.Siamo agli inizi degli anni 60 e l’ALA. ormai, dopo non poche tensioni, si trasforma in Settore Arbitrale.

I NOSTRI GIORNI

Nella seduta del 7-2-1964 viene designato dirigente sezionaie, Francesco Spirito, la cui presidenza inciderà non poco sulle fortune degli arbitri salernitani.Prima letto e poi Bottiglieri entrano nei quadri della Casp che aveva cominciato a privilegiare Salerno quale sede di diversi raduni arbitrali.Prende quota un qualificato gruppo di giovani colleghi (Armienti, Santangelo e Zeoli) che consolidano la loro posizione nella serie semiprofessionisti mentre Miglione e Faccenda raggiungono il traguardo ambito della Can.Non viene a mancare l’apporto prezioso di colleghi meno verdi: La Padula, Caiazzo, Pagano, Colucci, Mostacciolò, Mignone, Gazzerro assicurano -come sempre -la loro collaborazione.

Il resto è storia recente:l’8 novembre 1977 Ciccio Spirito lascia la presidenza ad Antonio Santangelo. L’astro Pierino D’Elia brilla in modo distinto nel firmamentoarbitrale e, dopo i tanti riconoscimenti ricevuti nel territorio nazionale, viene investito del delicato, eccezionale compito – nella corrente stagione – di rappresentare la classe arbitrale italiana nell’agone internazionale.È questo l’eloquente e significativo riconoscimento alle indiscusse qualità del collega. Per noi tutti costituisce anche il segno di una maturità universalmente attribuita alla sezione di Salerno nel suo insieme.Alla pattuglia di colleghi (Sessa, Genovese e Boggi), che seguono D’Elia nell’ambito nazionale, si aggiunge Fucci tra gli arbitri, ma poi a flotte giungono anche prima guardalinee, e poi assistenti arbitrali, come Contente, Di Mauro, Pisacreta che daranno lustro ed importanza alla nostra Sezione.E dopo un quarto di secolo il presidentissimo Antonio Santangelo, attuale presidente onorario, abbandona la scena della nostra Sezione per poter ricoprire un ruolo preminente nella Scuola Arbitrale. Al suo posto gli subentra Robert Antony Boggi che ha nel frattempo dimesso i panni di arbitro della massima serie.Il nuovo corso non riesce comunque ha far scomparire la figura oramai indelebile del presidente Santangelo, ma con un lavoro certosino e scrupoloso Boggi riesce a dar corso ad un nuovo stile della nostra sezione, non molto distante dal precedente ma che comunque segna una novità incancellabile nella nostra Sezione con una sua impronta.Due anni ed oltre, Roberto, per gli amici arbitri, lascia la presidenza per ricoprire l’incarico di componente della Commissione della Can C. Siamo ormai giunti ai giorni nostri quando dal 2004 si è insediato Pietro Contente, più che un presidente anche lui un amico di tutti che spera al più presto di far tornare ai fasti di una volta la nostra Sezione con un nugolo di giovani arbitri e assistenti rampanti.Nel contempo la Sezione si fregia di un ulteriore attestato; il collega assistente arbitrale Narciso Pisacreta dopo aver arbitrato ad altissimi livelli per tantissimi anni ed aver arbitrato la Semifinale di Coppa d’Europa per Nazioni, si insedia come designatore degli assistenti arbitrali di SERIE A e B.E la storia continua con il futuro alle porte con diversi assistenti arbitrali già presenti in serie A/B e speriamo anche uno di Voi…AUGURI